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IRAQ: UNA FERITA APERTA

IRAQ: UNA FERITA APERTA

È in corso presso la Triennale di Milano e aprirà a Casa Emergency il prossimo 14 Novembre la mostra IRAQ: UNA FERITA APERTA, con le opere del fotografo inglese Giles Duley. Nel Febbraio 2017, Duley ha visitato l’ospedale di EMERGENCY a Erbil con l’intento di mostrare al mondo cosa è successo a Mosul.

La mostra racconta la guerra vista da vicino, con gli occhi di chi la vive, attraverso quelli di chi la documenta: oltre due anni di occupazione della città da parte di Daesh e la controffensiva irachena per la sua liberazione hanno sottoposto Mosul a una violenza inaudita. Più di 40.000 morti, più di 700.000 sfollati dal mese di ottobre 2016.

Quella combattuta a Mosul è considerata la più grande battaglia urbana dalla Seconda guerra mondiale. E come sempre, a pagarne il prezzo più alto sono stati i civili: ospedali inaccessibili o non funzionanti, morti per mancanza di cure mediche o a causa dei tempi di trasferimento, un terzo della popolazione, circa 700.000 persone, costretta a fuggire, vittime di mina, mortaio, pallottole, che sono diventate pazienti del nostro ospedale di Erbil, a 80 km da Mosul. Provenivano quasi tutte dalla zona ovest della città assediata, dove vivevano finché la guerra non è arrivata nelle loro case.

A luglio Mosul è stata liberata: la maggior parte dei nostri pazienti ha detto di aver perso da 2 a 5 parenti nella battaglia. Molte persone sono rientrate in città e Mosul sta tornando alla vita, poco alla volta, con i bazar che riaprono e le case tornano a essere abitate.

In questi giorni, ilpost.it ha pubblicato alcune delle fotografie scattate da Chris McGrath a Mosul, dove il fotografo ha voluto vedere come se la cavano gli abitanti della città liberata dall’ISIS e semidistrutta.

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