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M4B’17: TRA CONFERME E SOPRESE

Music for Bangui 2017: una conferma o una sorpresa? Entrambe le cose!

La tre giorni di festa si è chiusa da poco più di una settimana ma, come sempre accade quando ci si lascia alle spalle l’area feste ormai vuota e sgombra, sembra molto più lontana nel tempo. È una sorta di rituale collaudato quello che ci accompagna da ormai sei anni: mesi di riunioni, discussioni, confronti per gestire e organizzare tutto al meglio, i preparativi dei giorni precedenti, l’allestimento del palco, la sistemazione di bandiere e striscioni, la preparazione della cucina e, infine, tre giorni densi, frenetici, fatti di fatica, impegno, incontri, sorrisi, risate, musica.

E allora dov’è la sorpresa?

La sorpresa è stata nel vedere tanti visi conosciuti tornare a trovarci, sera dopo sera, sentendosi dire che ci aspettavano, che davano per certo che anche questo luglio le “magliette rosse” sarebbero tornate alla carica. Perché se è vero che anno dopo anno ci sentiamo un po’ più sicuri di noi e di cosa sappiamo fare, non diamo nulla per scontato, anzi, cerchiamo di inventarci sempre qualcosa di nuovo, di dare qualcosa in più.

La sorpresa è stata nel notare, accanto a volti conosciuti, molti altri nuovi, ossia quelli delle tante persone venute per la prima volta a trovarci: incuriosite all’arrivo, si sono guardate intorno come a studiarci un po’ e, infine, dopo una serata trascorsa con noi, sono andate via col sorriso e l’espressione di chi è stato bene, ha passato del tempo in modo piacevole, si è rilassato e divertito.

Anche i nostri due momenti sportivi, l’Emergency Run e il Torneo di Freccette, sono stati una sorpresa.

Alla prima, nonostante un cielo minaccioso e una pioggia che puntuale è arrivata e caduta fitta per più di mezz’ora, hanno partecipato ben 280 podisti, 30 in più dello scorso anno.

Al secondo si sono iscritte 9 squadre contro le 8 della passata edizione, per un totale di 36 “freccettari” che hanno trascorso con noi tutto il sabato pomeriggio.

E il tendone del ristorante? Esaurito tutte e tre le sere! Un brulicare di persone, voci, chiacchiere, con soddisfazione di chi ha tanto lavorato in cucina e ha visto apprezzata la sua fatica.

Siamo una squadra collaudata: dalla cucina, al bar, al servizio in sala tutti sanno cosa devono fare e cercano di farlo sempre al meglio, con attenzione nei riguardi di chi viene a trovarci, la stessa –lo diciamo spesso- che riserveremmo a degli amici che ci vengono a trovare a casa e vogliamo si sentano a loro agio, ben accolti, coccolati quasi.

Quest’anno poi, sia durante l’allestimento che nei tre giorni di festa, abbiamo avuto con noi dei nuovi compagni di avventura: 15 ragazzi migranti ospitati nel Centro di Accoglienza di Fagnano. Per l’intera settimana sono stati parte integrante del gruppo di volontari: ci hanno aiutato a preparare l’area feste, a mantenerla in ordine e pulita, a sistemare i tavoli. La loro disponibilità è stata completa, la gioia di vedersi finalmente coinvolti in modo concreto in un evento della cittadina in cui vivono da tempo, palpabile. Abbiamo voluto, con questa collaborazione, lanciare un piccolo segnale alla comunità: accoglienza non è solo dare un pasto caldo e un letto in cui dormire. L’integrazione reale passa attraverso il coinvolgere, il responsabilizzare, il far sentire chi è estraneo parte di qualcosa, un passo per volta, utile, dandogli modo di mostrare concretamente la sua gratitudine e mettersi al servizio della comunità, anche in un contesto di festa. Accoglienza e integrazione richiedono anche conoscenza e ascolto reciproci, per abbattere la diffidenza e il pregiudizio: ognuno di questi ragazzi si porta dietro una storia complessa, scritta nelle centinaia di giorni e di km che li han portati sempre più lontano dalle loro terre d’origine –Sierra Leone, Nigeria, Congo per citarne qualcuna- e che ci hanno accennato un po’ in francese, un po’ in inglese, un po’ in italiano, mostrandoci i loro Paesi sulla cartina, con quell’imbarazzo tipico di chi sa di essere ospite spesso indesiderato e che vorrebbe quasi scusarsi per non aver trovato alternativa se non quella di fuggire e arrivare qui. Quanto potrebbero fare e dare, questi ragazzi, se fossero realmente seguiti? È una cosa che ognuno di noi di certo si è chiesto almeno una volta e che, speriamo, si sia domandato anche chi si è seduto ai nostri tavoli e li ha visti lavorare con noi.

L’edizione 2017 di M4B, quindi, per noi volontari è stata una conferma, un insieme di sorprese e un’occasione per imparare e andare una volta di più oltre il nostro naso, ascoltando i ragazzi o Manuela Valenti, coordinatrice della Divisione Pediatrica di Emergency, che domenica mattina attraverso i suoi racconti ci ha condotti in un lungo viaggio, partendo dal Centro pediatrico di Bangui e da tutto ciò che stiamo facendo là, collaborando anche con il Complexe Pediatrique, l’università e la Banca del Sangue, fino ad arrivare in Afghanistan, al Centro di Maternità di Anabah: l’aprire una struttura per permettere alle donne di essere seguite durante la gravidanza e partorire poi in sicurezza ha voluto dire non solo salvare vite umane, ma anche gettare un seme per un cambiamento culturale e sociale. Buona parte del personale di Anabah, infatti, è locale: questo significa che donne prima totalmente rinchiuse in casa e soggiogate al potere maschile, ora muovono i primi passi verso l’indipendenza, diventando infermiere o ostetriche, lavorando per se stesse, per le loro comunità, per il loro Paese in guerra ormai da 40 anni.

Possiamo perciò dire, con orgoglio e soddisfazione, che MFB 2017 ha raccolto e attuato tutti i principi su cui Emergency si fonda: uguaglianza, condivisione, cura e attenzione per la persona, attività concrete che aiutino a migliorare un po’ il mondo in cui viviamo, che sia qui, a Bangui o in Afghanistan, attraverso la pratica dei diritti e la tutela della dignità di ogni individuo.

In attesa di conoscere quanto ha permesso di raccogliere questa edizione, ci godiamo questo risultato, ringraziando tutti coloro che lo hanno reso possibile: i simpatizzanti dell’associazione che ogni anno ci sostengono, lavorando con noi alla buona riuscita della festa, i ragazzi del Centro di Accoglienza, i podisti, i giocatori di freccette, le band che hanno suonato per noi, i fornitori, gli sponsor e, naturalmente, tutte le persone che sono venute a trovarci e hanno fatto festa con noi!

Grazie mille e arrivederci al prossimo anno!

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