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TARGET 127/2020: L’EMERGENZA A CASA NOSTRA

Emergency opera nel nostro Paese già dal 2006 attraverso il Programma Italia. Nato per garantire il diritto alla cura a indigenti, migranti e stranieri che spesso non hanno accesso alle prestazioni mediche per scarsa conoscenza dei loro diritti o difficoltà linguistiche, negli anni ha visto aumentare tra i pazienti seguiti il numero di italiani che, a causa di difficoltà economiche, non potevano curarsi.

Il Programma Italia si articola in una rete di ambulatori fissi e mobili per garantire cure mediche di base, assistenza e orientamento socio-sanitari e supporto psicologico nelle zone colpite dal terremoto.

Pur essendo consapevoli delle crescenti difficoltà per tutta la popolazione ad accedere a cure gratuite e veder tutelata la salute, mai però ci saremmo potuti immaginare di dover replicare in Italia un’esperienza come quella vissuta tra il 2014 e il 2015 in Sierra Leone, fronteggiando l’epidemia di Ebola.

Il nostro nemico questa volta ha un nome, Covid-19, e una causa, l’infezione da SARS-Cov-2, e nell’arco di un mese ha messo in ginocchio il Sistema Sanitario Nazionale, causando migliaia di vittime, in particolare in Lombardia.

Emergency ha prontamente risposto alla chiamata delle autorità regionali nel fronteggiare quella che, ad oggi, è una pandemia mondiale, mettendo a disposizione competenze maturate, esperienza, personale medico, infermieristico e logistico. A Milano abbiamo iniziato a collaborare col Comune che si è subito attivato per cercare di sostenere le fasce più deboli: si è infatti organizzato, presso la nostra sede, un centro di coordinamento per smistare le richieste di aiuto e consegnare la spesa oppure beni di prima necessità e farmaci ai soggetti più a rischio di contagio (anziani, disabili, soggetti immunodepressi o con patologie croniche, persone in quarantena). Oltre che del coordinamento, Emergency si occupa della formazione sanitaria dei volontari (più di cento, provenienti da diverse realtà associative del milanese) per limitare al minimo il rischio dei contagi. Inoltre, così come in altre zone d’Italia, stiamo monitorando i centri dove vengono accolti migranti e non per dare le giuste indicazioni per contenere il contagio e salvaguardare utenti e personale.

A Bergamo, in tempi rapidissimi, in collaborazione con AREU (Azienda Regionale Emergenza Urgenza) è stato allestito, insieme alla Sanità Alpina, un nuovo ospedale da campo dedicato esclusivamente ai pazienti affetti da Covid-19: un nostro team composto da circa 20 persone tra medici, infermieri, fisioterapisti e logisti gestirà la Terapia intensiva e sub-intensiva.

A Brescia, invece, stiamo collaborando con la Direzione Sanitaria dell’ospedale per mettere a punto protocolli di sicurezza volti a proteggere il personale sanitario e l’ospedale stesso dal contagio, portando quando imparato durante la gestione di Ebola e predisponendo piani per ridurre i rischi di infezione.

Proteggere e supportare il personale medico e sanitario, proteggere i pazienti, proteggere le strutture, limitare il contagio, sostenere le persone più deboli che devono, più di altre, restare in casa: a questo sono volte le nostre attività.

Ancora una volta, i valori che ci motivano e guidano sono quelli della solidarietà, della collaborazione, del voler garantire a tutti il diritto a essere curati, anche in un momento difficile come questo dove ancora non abbiamo ben compreso come fronteggiare il nostro nemico.

Assistere a una pandemia in Italia, oltretutto nella parte più produttiva e benestante del Paese, è qualcosa che spiazza e atterrisce: solo restando uniti, utilizzando quanto imparato in contesti più problematici, può darci la forza di andare avanti, con il solo e unico obiettivo di vincere questa sfida che, fino a un mese fa, nessuno avrebbe pensato di dover combattere.

Quando tutto questo sarà finito –perché finirà- dovremo necessariamente prenderci il tempo per riflettere su quanto è accaduto e sul nostro modello di vita, sociale, economico, sanitario.

Dovremo rivedere molte cose e pretendere che altre cambino, pretendere una gestione della Sanità differente, più investimenti in termini di personale, strutture, strumentazioni, che si parli di ventilatori o camici e mascherine.

Il SARS-Cov-2 ci sfida e, insieme alla sofferenza che porta con sé, ci impone di trarre una lezione da questa pagina buia e incerta: cerchiamo di trasformare tanta difficoltà in qualcosa di positivo. Coltiviamo la solidarietà, l’attenzione verso il prossimo, specie se più debole o con meno possibilità, e l’empatia. Iniziamo, già oggi, a pensare a una società eticamente diversa, per realizzarla un domani che, in fondo, non è così lontano.

Diamo un senso a questo tempo cristallizzato, trascorso chiusi nelle nostre case, connessi al mondo esterno solo tramite la tv o un computer. Esprimiamo vicinanza a chi, con sacrificio ed enorme senso del dovere, sta in prima linea ogni giorno a salvare vite. Supportiamoli, anche a livello pratico se e come possiamo, ricordiamoci che i loro meriti dovranno essere riconosciuti non solo a parole ma anche concretamente.

E, soprattutto, stiamo uniti, in una lontananza che ci accomuna, ci avvicina e, paradossalmente, ci fa capire che siamo davvero tutti uguali e non soli.

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FAVOLE AL MICROFONO

Segnaliamo questa iniziativa interessante di Radio Popolare: tutti i giorni una fiaba per grandi e piccoli.

Favole al microfono

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EMERGENZA SANITARIA IN ITALIA PER COVID-19

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