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TARGET 81/2016 – UNA RIVOLUZIONE CULTURALE E DI PENSIERO

All’indomani delle stragi di Parigi, nel novembre 2015, si era detto: “Mai più!”.
Quattro mesi dopo, in un’anonima mattina di primavera, siamo stati messi di fronte allo stesso orrore. Bruxelles, simbolo dell’Europa unita è stata brutalmente colpita e le vite di persone comuni sono state spazzate via in una manciata di minuti. La reazione, istintiva, immediata e comprensibile, è stata di nuovo quella di contrapporre un “noi” preciso e circostanziato, a un “loro” indefinito e confuso, di identificare Islam e terrorismo, di invocare la chiusura delle frontiere, respingendo e rifiutando tutto ciò che proviene dall’esterno e in questo momento è visto come un pericolo. Ma oggi più che mai occorre fare appello alla ragione e lasciarsi guidare da essa.
Siamo in guerra, si dice. Ed è vero. È tristemente e drammaticamente vero.
Una guerra diversa, una guerra contro tutto ciò che è vita, gioia, libertà, normalità.
È difficile parlare di diritti, di democrazia, di integrazione e accoglienza, in questo momento storico? Sì, lo è.
Se da un lato vi è l’innegabile e urgente necessità di potenziare le misure di sicurezza, di controllo e prevenzione, dall’altro vi è l’esigenza di innescare da parte della società civile una vera e propria rivoluzione culturale e di pensiero, che ricerchi un’alternativa alla guerra e riconosca nella pratica dei diritti, nella loro difesa e nella loro conoscenza, la via attraverso cui coltivare un comune senso di appartenenza a discapito delle divisioni.
L’Europa ha deciso di demandare completamente la gestione del problema dei profughi alla Turchia, con uno scaricabarile vergognoso e assolutamente insensato. Una politica internazionale più responsabile, lungimirante e rispettosa dei diritti universali su cui la stessa Unione Europea si fonda, avrebbe potuto e dovuto affrontare la questione diversamente.
Leggi l’articolo completo.

Leggi l’appello di Emergency in seguito all’accordo tra Unione Europea e Turchia e il comunicato stampa riguardo agli sbarchi degli ultimi giorni.
Emergency ha inoltre aperto un centro sanitario in Iraq, nel campo profughi di Ashti.

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AD APRILE CI TROVATE QUI

  • Giovedì 7: ore 19-23.30, Concerto per Emergency, CORBETTA (MI), Tensostruttura Villa Pagani della Torre, piazza XXV Aprile.
  • Sabato 16: ore 20, Cena solidale per Emergency, VERGIATE (VA), PUBLIC HOUSE, via Cavallotti 12.

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6a EDIZIONE DEL PREMIO TERESA SARTI STRADA

Scade il 10 Aprile il termine per partecipare alla 6a edizione del premio Teresa Sarti Strada, bando di concorso per le scuole primarie e secondarie di primo grado. Il tema di questa edizione è “Il viaggio”.

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DONNE PER LE DONNE

Nel 2003, Emergency ha aperto ad Anabah un Centro di maternità. È l’unica struttura specializzata e gratuita nella regione. Dentro la notizia ha dedicato un servizio al Centro che conta circa 500 parti al mese e che da Settembre 2015 è in fase di ampliamento.

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LA FINE DI SANGARIS

Il ministro della difesa francesce ha dichiarato che nel 2016 la Francia concluderà Sangaris, l’operazione militare di ripristino della sicurezza in Centrafrica. “L’operazione è riuscita a evitare l’inaccettabile” ha dichiarato il ministro “anche se non tutto è risolto”.

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