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TARGET 85/2016 – M4B: CI VEDIAMO TRA UN ANNO

La quinta edizione di Music for Bangui è stata una scoperta per molti versi e una conferma per altri. È stato un momento singolare quando, ritrovandoci tutti assieme nell’Area Feste, qualcuno ha detto: “Ma…è già il quinto anno!”. Già: cinque anni, volati, da quell’estate del 2012 in cui con inesperienza, dubbi, idee, entusiasmo e convinzione, ci siamo lanciati in quest’avventura che ci metteva alla prova come singoli, come gruppo, come Coordinamento.
La scoperta è stata, ripercorrendo questi cinque, anni, il “tanto” che via via si è costruito, mattoncino dopo mattoncino: coinvolgendo altre associazioni, arricchendo il programma della tre giorni di attività,  dosando le novità con la costanza di appuntamenti fissi. La conferma, invece, ci viene dalla consapevolezza di cos’è Music for Bangui oggi, per noi ma soprattutto per gli altri. Per coloro che se il primo anno erano incuriositi da cosa avrebbero organizzato le “magliette rosse”, ora le aspettano quando il calendario segna Luglio, come si aspetta qualcosa di bello, di piacevole.
Quest’anno, 243 podisti hanno corso durante l’Emergency Run di Venerdì 15, mentre 8 squadre hanno partecipato al Torneo di Freccette del Sabato pomeriggio. Buona è stata l’affluenza di gente al ristorante nei tre i giorni e apprezzati anche i momenti degli aperitivi musicali e i concerti serali. È stat una novità di quest’anno il momento della domenica mattina, dedicato a conoscere meglio il Centro Pediatrico di Bangui: dalla sede di Milano è infatti venuta a trovarci Maria De Pasquale, membro dell’Ufficio Umanitario e referente del progetto.
Forti di tutte le consapevolezze e le scoperte, guardiamo già al prossimo anno, alla prossima edizione: a come fare ancora meglio, a che novità introdurre, a quali criticità sono migliorabili perché abbiamo voglia di crescere ancora, portare avanti questo progetto e continuare a dare a Bangui il nostro contributo.
A tutti coloro che hanno partecipato a questa quinta edizione, va il più sentito grazie e un arrivederci a Music for Bangui 2017!
Leggi l’articolo completo.

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FESTA DELLA BIRRA CON GLI ALPINI

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Siete in partenza per le meritate vacanze? Prima di chiudere le valige e scappare al mare o in montagna, segnatevi sull’agenda questa data: sabato 27 agosto!
Il Gruppo di Emergency di Busto Arsizio vi aspetta, in collaborazione col Gruppo Alpini di Legnano, presso la Baita degli Alpini in via Colombes (zona Canazza) a Legnano per una serata in compagnia: panini, patatine, birra e musica live con i “Finistère”!
Non mancate!

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LORO FANNO LA GUERRA E NOI PAGHIAMO IL CONTO

“Tanti anni fa dicevamo “Fuori l’Italia dalla guerra, fuori la guerra dall’Italia”. Per anni abbiamo guardato guerra, violenza e terrore seminare morti e feriti “là”, in qualche Paese che non abbiamo mai visitato (i nostri soldati e le nostre armi, invece, spesso ci sono stati); le vittime avevano la pelle un po’ più scura della nostra, e tendenzialmente diventavano solo un trafiletto sui giornali: “800 morti a Baghdad”, e si girava pagina.  Oggi ci svegliamo e ci accorgiamo che Baghdad è qui, in riviera. Che le vittime sono uguali uguali a noi, anzi, siamo noi.

Che puoi uscire per andare a fare una passeggiata e non tornare più a casa, come succede ogni giorno “là”, a Kabul o a Ramadi. Cittadini disarmati da una parte, dall’Iraq alla Francia, e dall’altra parte chi ha scelto e sceglie la guerra (con il turbante nero, in divisa o in giacca e cravatta). Loro fanno la guerra e noi paghiamo il conto. Anche oggi, a Nizza. Anche oggi, a Kabul. Spezzare il cerchio della guerra, spazzar via la guerra dalla Storia non è più uno slogan da pacifisti, un bel sogno o un’utopia. E’ l’unica possibilità che ci rimane. O la guerra spazzerà via noi”.
–Cecilia Strada, Presidente di Emergency, 15 luglio 2016

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BOMBE SU UN OSPEDALE IN SIRIA: IL COMMENTO DI GINO STRADA:

Bombardare un ospedale significa radere al suolo la speranza di vita per le persone ferite. L’uso della violenza estrema e le follie omicide si mescolano con i delitti compiuti dal terrorismo organizzato e dai belligeranti. Si uccide. Si uccide per qualsiasi motivo. Uccidiamo l’umanità, cioè noi stessi. Non riesco a trovare una ragione valida, neppure il potere o il danaro, per andare verso l’ autodistruzione. “Il sonno della ragione genera mostri”: risvegliamo la ragione, uccidere non può essere una opzione per risolvere i nostri problemi, né quelli di chi ci circonda. La nonviolenza è l’unica scelta per contrastare la violenza. Ripudiamo la violenza.

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VENGONO DALL’EUROPA LE ARMI CHE UCCIDONO IN SIRIA

Forse non è una notizia “nuova”, ma fa sempre bene ribadire il concetto! Leggi l’articolo di Michela Sechi.

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