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TARGET 92/2017 – UN NUOVO NATO

Il 10 Febbraio, Gino Strada e Renzo Piano, insieme al Presidente Museveni e al ministro della Sanità Jane Ruth Aceng, hanno posato la prima pietra del nuovo progetto di Emergency a Entebbe, in Uganda. Sulle rive del Lago Vittoria, a 35 km dalla capitale Kampala, sorgerà un nuovo Centro di eccellenza in chirurgia pediatrica.
Sono stati i ministri della Salute africani che fanno parte dell’ANME (African Network of Medical Excellence) ad evidenziare l’esigenza di un centro specializzato in chirurgia pediatrica in Uganda e nei paesi vicini. L’ospedale di Entebbe sarà il secondo Centro di eccellenza della rete, dopo il Centro Salam di cardiochirurgia di Khartoum, in Sudan.
In Uganda, la mortalità infantile sotto i 5 anni di età è di 138 bambini per mille nati vivi. È chiaro, dunque, che sia da considerarsi una priorità poter portare cure chirurgiche gratuite in un tale contesto e nei paesi limitrofi. Spiega Gino Strada: “Milioni di bambini muoiono ogni anno semplicemente perché non hanno accesso alle cure mediche. Carenza di risorse? Scarso interesse per le sofferenze di una parte della popolazione? Mancanza di responsabilità dei governi? Qualunque sia il motivo, la domanda è sempre la stessa: dovremmo continuare a tollerare questo scandalo o dovremmo compiere ogni sforzo possibile per salvare o migliorare la vita di milioni di esseri umani?”
L’ospedale sarà un centro di riferimento per i pazienti ugandesi, ma anche per bambini con necessità chirurgiche provenienti da tutta l’Africa. Il Governo ugandese ha deciso di partecipare attivamente al progetto, donando il lotto di terreno dove sarà costruito il Centro chirurgico.
Il progetto è stato realizzato da Renzo Piano Building Workshop che ha disegnato l’ospedale in collaborazione con Tamassociati, con la progettazione strutturale di Milan Ingegneria e la progettazione impiantistica di Prisma engineering. Con 3 sale operatorie e 78 posti letto, sarà anche un centro di formazione di giovani dottori e infermieri provenienti dall’Uganda e dintorni. Sarà costruito in terra pisè, una tecnica di costruzione tradizionale che utilizza la terra cruda, garantendo un’inerzia termica che manterrà costanti la temperatura e l’umidita nell’edificio. Un’attenzione particolare sarà destinata agli aspetti ambientali: il centro avrà un impianto di circa 2600 pannelli solari fotovoltaici in copertura, realizzati da Enel Green Power, per soddisfare il fabbisogno energetico.

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A MARZO CI TROVI QUI

  • Sabato 18: 100CENE, cena per Emergency, Baita Alpini di Legnano, via Colombes, rione Canazza -ore 19,30. (Vedi locandina).
  • Domenica 19: TUTTONATURA, piazzale mercato, ingresso parco Castello, Legnano -tutto il giorno.

locandina

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EMERGENCY, MOSUL ED ERBIL

Con l’intensificarsi del conflitto a Mosul e il peggioramento della crisi umanitaria, d’intesa con il Dipartimento di Salute del Kurdistan Iracheno, Emergency ha deciso di tornare a lavorare presso l’Emergency Hospital di Erbil, nel Nord Iraq, per garantire assistenza medico-chirurgica alle vittime del conflitto.
Da quando è cominciata l’offensiva di Mosul, a Erbil è partita una vera e propria corsa contro il tempo per preparare l’ospedale all’arrivo dei feriti della più grande battaglia urbana dalla seconda guerra mondiale: l’offensiva di Mosul. Ora l’ospedale può contare su più di 60 posti letto, tre sale operatorie, una zona per gestire le Mass Casualty, uno stock di farmaci in grado di trattare centinaia di feriti e il supporto del team Internazionale di Emergency.
24 Febbraio, ore 19: arriva l’ambulanza. Due barelle entrano velocemente in pronto soccorso, trasportano due bambini feriti dalle schegge di un razzo, sono fratelli. Dietro, la loro mamma tiene per mano l’altra figlia di 4 anni, illesa. Hanno tutti il volto emaciato e la pelle coperta di polvere. Sono i primi feriti provenienti dalla periferia di Mosul ovest. «Questa mattina i miliziani di Daesh sono entrati nella nostra casa obbligandoci a uscire –  racconta la madre – ‘Questo villaggio non è sicuro, dovete scappare’ ci hanno detto. Hanno iniziato a lanciare razzi di mortaio nella nostra direzione, abbiamo iniziato a correre, mio figlio maggiore è stato colpito ed è morto sul colpo, mio marito e un altro figlio sono stati raggiunti da numerose schegge. Erano in condizioni gravissime e sono stati trasportati nell’ospedale più vicino. Spero siano ancora vivi. Noi siamo saliti su un’altra ambulanza e dopo tre ore di viaggio siamo riusciti ad arrivare nel vostro ospedale. Se Dio vuole siamo salvi, ma prego perché i miei bambini si rimettano presto».

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UN POLIBUS PER IL TERREMOTO

A partire da giovedì 16 febbraio, l’ambulatorio mobile di EMERGENCY ha iniziato le attività per fornire assistenza socio-sanitaria alla popolazione colpita dal terremoto in Centro Italia, in collaborazione con la Protezione Civile del Comune di Milano.

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L’ACCORDO ITALIA-LIBIA NON SODDISFA

Ha suscitato molte perplessità l’accordo siglato tra Italia e Libia sul contrasto all’immigrazione illegale: secondo Link2007, un’associazione che raggruppa importanti Organizzazioni Non Governative italiane, sono diversi i punti da rivedere.

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